Occhio alle bufale

I mercati, avendo gli occhi fissi sui saldi, promuovono la manovra “salva Italia”, come testimonia l’apertura dell’agenzia Fitch sulla possibilità che il nostro paese mantenga il rating A+ (pure non scontato). Ma una lettura più attenta rivela una sorta di asimmetria tra le misure che sono state annunciate e quello che effettivamente si trovano nel decreto. Infatti, le attese della vigilia sono state sostanzialmente confermate sulla parte (preponderante) di maggiori entrate fiscali, con l’unica potenziale eccezione dell’imposta sui capitali scudati che, secondo i tecnici della Camera, potrebbe avere serie difficoltà di implementazione.
24 AGO 20
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I mercati, avendo gli occhi fissi sui saldi, promuovono la manovra “salva Italia”, come testimonia l’apertura dell’agenzia Fitch sulla possibilità che il nostro paese mantenga il rating A+ (pure non scontato). Ma una lettura più attenta rivela una sorta di asimmetria tra le misure che sono state annunciate e quello che effettivamente si trovano nel decreto. Infatti, le attese della vigilia sono state sostanzialmente confermate sulla parte (preponderante) di maggiori entrate fiscali, con l’unica potenziale eccezione dell’imposta sui capitali scudati che, secondo i tecnici della Camera, potrebbe avere serie difficoltà di implementazione. A parte questo, lo stillicidio tende a erodere la credibilità dell’esecutivo sul duplice fronte dei tagli di spesa e delle liberalizzazioni. Prendiamo, per esempio, il caso delle province: la loro trasformazione di fatto in enti di secondo livello è stata salutata con favore da quanti dubitano dell’utilità di questo livello di governo, ma oggi si scopre che il termine di decadenza degli organi “politici” delle province andrà individuato con una legge ad hoc. Sottotitolo: campa cavallo.

Idem per la riduzione dei componenti delle authority, destinati sì a scendere da 50 a 28, ma Dio sa quando, visto che non è stata fissata alcuna scadenza. Lo stesso vale per altri provvedimenti importanti. La liberalizzazione della distribuzione dei carburanti (anch’essa controversa, peraltro, per le modalità in cui pareva concretizzarsi) è sparita del tutto, mentre in altri casi, come quello dei farmaci, la giusta enunciazione di principi si ferma sulla soglia dei cavilli. Le parafarmacie potranno vendere medicinali di fascia C solo nei comuni con meno di 15.000 abitanti, e soprattutto solo se essi saranno in possesso dei requisiti “strutturali, tecnologici e organizzativi”, qualunque cosa ciò significhi, da individuarsi con un apposito decreto del ministero della Salute. Ancora una volta, campa cavallo. Non significa che non ci siano elementi importanti di rottura nella manovra, che ieri ha ricevuto il via libera della commissione Attività produttive della Camera, come per la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi. Ma, viste le condizioni in cui il professor Monti è entrato a Palazzo Chigi, si poteva far di più.